mercoledì 7 Ottobre 2026
Attività

Esordio nel bosco: una neofita a caccia di Morchelle

Sabato 3 maggio 2025 partecipo alla mia prima uscita a funghi, organizzata dalla nostra Associazione. La casa ancora dorme. Faccio colazione in fretta e sgattaiolo via prima che mio figlio si svegli (non preoccupatevi: è in buone mani).

Orchis militaris

Imposto il navigatore per Esino Lario e controllo due volte il tragitto per assicurarmi di aver scelto quello più agevole consigliato da Pasquale, l’organizzatore. A metà strada capisco di aver sbagliato percorso: un saliscendi di curve a gomito mi fa rimpiangere le montagne russe. Dopo un’inversione a U degna di un rally, arrivo finalmente al punto di ritrovo.

Morchella esculenta

Ricordando la lezione dello scorso mese di marzo, realizzata dal nostro Gruppo Micologico sui comportamenti nel bosco, indosso scarpe da montagna e abiti lunghi contro le zecche. Purtroppo ho sottovalutato il freddo in alta quota: la mia maglietta di cotone è decisamente troppo leggera. Classico errore da neofita.

Stringo il mio cestino da picnic riadattato per la raccolta funghi e mi unisco al gruppo. Siamo una ventina, tutti in cerca di una specie in particolare: le Morchelle, funghi primaverili dal caratteristico cappello (mitra) formato da alveoli, simile a un nido d’api.

È un fungo molto odoroso, a volte un po’ pungente, dall’interno cavo, su cui il lunedì precedente il Gruppo Micologico del quale faccio parte ha dedicato un’intera lezione. Prima dell’anno scorso le conoscevo solo per averle raccolte virtualmente in Stardew Valley.

Pasquale ci rassicura: questa è un’ottima zona.

Divisi in due gruppi, ci addentriamo nel bosco. E subito un’altra svista: non ho un bastone, e il terreno è ripido e scivoloso. Pasquale, previdente, mi presta il suo di scorta. Poco dopo, alcune compagne esultano: hanno trovato le prime Morchelle! L’entusiasmo galoppa, il cuore batte a mille mentre le raggiungiamo, ma scopriamo che gli esemplari sono vecchi e inadatti al consumo. Il ritrovamento ci offre comunque la possibilità di studiare un esemplare dal vero ed esercitarci nel riconoscimento.

Pasquale mi spiega come individuare i funghi tra le foglie: guardare dal basso verso l’alto, per sfruttare lo sviluppo in altezza del carpoforo. Applico la tecnica con impegno, zigzagando sul crinale. Altri trovano esemplari, ma ancora troppo deteriorati. Io, invece, nulla.

Ophrys insectifera

Claudio, un altro dei partecipanti iscritto al Gruppo Micologico, ci intrattiene illustrando piccole orchidee e altre piante spontanee, rendendo la ricerca ancora più interessante.

Durante una pausa raccolgo tarassaco e falsa ortica bianca, ma la mia Morchella continua a sfuggirmi. La mattinata vola e ormai le speranze sono poche. Iniziamo a radunarci quando, proprio accanto al piede di una compagna, noto qualcosa. È lei: una Morchella vera! Un po’ malconcia, con un buco nella mitra, ma senza dubbio autentica. Finalmente posso mettere in pratica la tecnica di raccolta imparata a lezione e mostro l’esemplare a Pasquale per consigli su come ripulirlo una volta a casa.

Torniamo al parcheggio: alcuni restano per il pranzo, altri, come me, rientrano. La mia prima Morchella (Morchella esculenta) riposa nel cestino, su un letto di erbe selvatiche. Non sarà perfetta, ma è la mia. Torno a casa felice, grata alla nostra Associazione per la possibilità di scoprire le ricchezze del bosco. E alla prossima uscita, prometto: bastone in mano e felpa nello zaino.

Silvia Torani

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